LA MODERNITA’

Guy Cogeval alla mostra milanese di dipinti del Musée D’Orsay preferisce il Manet de “LE BALCON”.
Per lui è la sintesi dell’invenzione della MODERNITA’ in pittura:”Il dipinto che guarda te e non tu che lo guardi“, dice…
Ah!
Quindi, senza minimamente immaginarlo, anch’io con tela e vernici avrei fatto qualcosa di moderno!
Si scherza eh!

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Autoritratto – Fulvio Ichestre, 1988 – Acrilici su tela

 

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n.3556 – REFERENDUM DI DOMANI,17 APRILE. IL RISULTATO.

E’ facile: VINCERANNO I SOSTENITORI DEL REFERENDUM. Quelli che semplicemente e ragionevolmente andranno ai seggi e deporranno il proprio voto nelle urne. Come faranno, dopo averlo annunciato il Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera, della Corte Costituzionale.E come farà un gran numero di semplici cittadini che prima ancora delle ragioni del referendum, la scelta del SI o del NO dimostreranno di avere a cuore la civiltà e la cittadinanza, il senso della comunità che tale è solo prendendo parte.

PERCHE’ LA LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE, come cantava Gaber.
Dell’annunciataVITTORIA solo la misura è da scoprire domani: PIENA se alle urne andrà la maggioranza dei cittadini, PARZIALE se ciò non avverrà.
Di questo giorno l’atto di libertà sarà il segno. Comunque.

Sandro Pertini che guarda l’Italia con occhio d’amore e speranza indomita. Disegnato da Andrea Pazienza

n.3554 – “La GRAPPA del desiderio”.

All’”Osteria di Respiccio”, (Fornovo – Parma ).

Qui sta Achille, non il Pelide per fortuna, ma un semplice e sopraffino dispensatore di simpatia, cortesia, racconti di vite vissute, buona ristorazione di mio gusto, e last but not least, individuo che avendo di suo un dì scoperto le grappe “DELLA DONNA SELVATICA” di Romano Levi e la sua fantasiosa meraviglia è riuscito a farmi bere la grappa dopo secoli di rinuncia obbligata, ma forse mentale. Non era grappa era roba dell’Olimpo.

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La vendetta della Contessa

gino ragnetti

castiglioneScherzi del destino: maltrattata dagli spezzini quand’era in vita, dimentica dagli spezzini una volta passata tra i più, la Contessa di Castiglione – alla quale la sua “ingiusta e amata città”, com’ella definiva Spezia, non ha trovato modo di dedicarle neppure una viuzza – si è perfidamente vendicata bloccando nientemeno che il progetto di costruzione del nuovo ospedale atteso da decenni. Alcuni ruderi che si trovano nell’area da liberare per costruite il nosocomio sarebbero infatti quelli della villa appartenuta alla giovanissima maliarda che fece alzare a livelli preoccupanti la pressione arteriosa dell’imperatore dei francesi Napoleone III, e quindi, a parere della Soprintendenza ai beni architettonici e ambientali, non si possono toccare.

Poco importa se noi a oggi, qualora volessimo vedere di recuperare qualche pezzo della villa, sempre degli Oldoini, che si trovava alle pendici di ponente del colle dei cappuccini, toccherebbe di andare andare a frugare nel sottosuolo scavando in…

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